Archive for the ‘Terremoto a L’Aquila’ Category

Le mie considerazioni dopo il sisma

domenica, luglio 12th, 2009

Per anni la nostra città è vissuto in un limbo: ignorata dai media, dalle istituzioni e dagli italiani. Siamo cresciuti in una conca isolata, in una economia che da anni è in continuo declino. E’ mancato nel nostro (speriamo non ex) capoluogo di regione la capacità politica ed economica per farci valere nel contesto regionale e nazionale. Per anni la nostra città è stata governata da quattro politici e cinque commercianti che hanno deciso il futuro di tutti. Quello che mancava a L’Aquila per sancirne il suo totale declino era un terremoto: che sfortunatamente è arrivato.

(to be continued)

Sveglia!

martedì, luglio 7th, 2009

La stampa italiana si risveglia dalla penneca: per giorni non sono stati pubblicati dagli organi di stampa i terremoti di piccola entità che da tre messi squotono il territorio aquilano. Adesso che i riflettori sono puntati nuovamente sull’aquilano in vista del prossimo G8, ci si accorge che la terra ha ripreso a tremare: peccato, per lor signori giornalisti, che il sisma non si è mai fermato! La terra a L’Aquila è in continuo movimento anche quando i vostri occhi e le vostre orecchie erano puntati altrove. Quindi, per noi, nessuna preoccupazione in più rispetto a qualche giorno fa in vista dell’arrivo delle delegazioni straniere.

Alberghi a bocca asciutta

venerdì, giugno 26th, 2009

Dopo il saldo del solo 50% della prima fattura presentata dagli albergatori alla Protezione Civile, ancora si è in attesa del conguaglio. Ormai gli albergatori sono sul piede di guerra. Nonostante la disponibilità di molti lo Stato sembra essersi dimenticato di loro.

Ma noi siamo abituati a questo: in fondo sappiamo che tutti gli operatori del settore turistico possono attingere fondi da un deposito aurifero ad interessi bassissimi. Questo fondo è infinito quindi non ci saranno problemi in futuro. Inoltre lo Stato avrà sicuramente (eh si… sicuramente) previsto un tasso di interesse sul prezzo della fattura per sanare il ritardo dei pagamenti. In fondo gli aquilano mangiano poco (si parla di mezzo pasto al giorno) ed il costo non è poi così alto. Inoltre il pagamento dell’IVA sulle fatture è posticipato ad avvenuto pagamento.

Chiaramente facciamo ironia. Non tutte le banche sono disposte a sanare i debiti che stanno contraendo gli albergatori. Quegli istituti che concedono prestiti lo fanno secondo i normali tassi di interesse sul mercato. Nel frattempo gli albergatori devono sostenere tutte le spese (cibo, corrente, gas, ecc.) e si trovano sempre più in difficoltà. Assurda la richiesta dell’IVA da parte dello Stato sulle fatture emesse dagli operatori turistici. Non sono previste forme di rimborso sul ritardo dei pagamenti dello Stato. In questo modo la gente comune continua ad arrangiarsi ed a rischieare con il proprio sedere.

Ci sarebbe da vergognarsi di fronte a questi problemi. Aspettiamo con ansia che qualcuno prenda i giusti provvedimenti.

Riciclaggio

sabato, giugno 20th, 2009

L’Aquila dopo il terremoto è la città del centro fantasma ma anche dell’immondizia riciclata. A volte in città l’immondizia spadroneggia e detta regole; e se per anni  ha invaso strade e vicoli  con il suo fetore, gli aquilani sembrano essersi scordati il tempo e la fatica che c’è voluto per disfarsene.

E’ così che dopo qualche anno siamo punto e a capo. In centro è tornata la spazzatura. Allora tutti giù in piazza per visitare un centro distrutto o pericolante ma nessuna rivolta per il nauseabondo odore che ne proviene. E sarà la spazzatura a decidere il futuro del centro storico. E se non basta adesso, la discarica è cambiata ma l’immondizia è sempre la stessa.

Poverà città la nostra: quanto ci siamo illusi di poterla rivedere un giorno nel suo splendore; al massimo la rivedremo immersa nella sua immondizia.

Bravi concittadini: le X vanno sempre dove si merita.

Grazie fossacesiani

mercoledì, giugno 10th, 2009

6 aprile 2009. Ore 3.32. La terra trema… il cuore trema, batte all’impazzata. Finita la scossa, che sembra interminabile, corriamo tutti giù. In un attimo i cortili dei condomini, le strade, le piazze principali della città sono pieni di gente. Gli sguardi, colmi di un’incontrollabile paura, si cercano per trovare conforto, si incontrano. Il trauma è incancellabile.
Troviamo rifugio sulla costa. Alcuni di noi approdano a Fossacesia, ospiti dell’Hotel Giardino. Mentre entriamo ci guardiamo con i visi sconvolti che portano i segni del trauma subito e ci diciamo: “anche voi sfollati?”. Il proprietario dell’albergo, Mario e la sua famiglia (Ida, Fabio, Milva, Regina, Daniela, Emiliano) ci accolgono in quello che dopo un po’ ci sembra un paradiso. Dopo qualche ora arrivano all’albergo tante persone di Fossacesia che ci vengono a portare conforto: il sindaco, il parroco, assistenti sociali, ragazzi e ragazze, tutti pronti a dare il loro appoggio solidale ed il loro affetto. “È tutto l’Abruzzo che soffre con voi” ci dicono.
E grazie al grande cuore dei fossacesiani, piano piano, con il passare dei giorni, i nostri volti, prima tirati, si distendono in sorrisi rasserenati. Oggi siamo tornati, almeno in parte, alla normalità e tutto questo lo dobbiamo a Fossacesia ed ai suoi abitanti. Ci sembra pertanto molto doveroso rivolgere un sentito ringraziamento a tutti.
Ringraziamo il Sindaco Enrico Di Giuseppantonio che ha dato incarico ai servizi sociali, a tutta l’amministrazione ed al personale del Comune di darci la necessaria assistenza, nonché tutte le istituzioni, per quanto di loro competenza.
Ringraziamo il parroco Don Antonio e tutta la comunità parrocchiale che ci hanno dato conforto spirituale e che ci hanno assistito anche per le più elementari necessità materiali.
Ringraziamo tutte le strutture sanitarie locali ed i medici che con grande pazienza e disponibilità ci hanno prestato quotidianamente assistenza.
Ringraziamo l’Istituto Comprensivo di Fossacesia nelle persone del dirigente e del personale tutto, nonché gli alunni, per aver accolto con calore i nostri docenti e studenti.
Ringraziamo tutti i cittadini di Fossacesia che, con la loro presenza, il loro aiuto e la loro grande simpatia, ci hanno restituito la speranza.
Ma soprattutto un pensiero particolare e affettuoso va alla famiglia Giardino e al personale tutto dell’omonimo albergo, per averci ospitato senza far mai mancare  nulla, facendoci sentire in famiglia, circondati da calore, amicizia e simpatia.
Vi porteremo tutti sempre nei nostri cuori per averci regalato, in questa drammatica esperienza, tanti momenti di serenità.

Grazie Fossacesiani!

Gli aquilani ospiti del “Hotel Giardino” di Fossacesia.

Il tagliaerba delle 6

martedì, giugno 9th, 2009
Il tagliaerba delle 06.00

Il tagliaerba delle 06.00

A contribuire al disagio della povera gente ospite presso il campo del Boschetto di Pile ci si mette anche un allegro tagliaerba a motore che di prima mattina (le 6) si prodiga a svolgere il suo lavoro all’interno degli ex capannoni della Siemens in prossimità delle tende. E bene si! L’erba si taglia la mattina; non sia mai in serata oppure verso le 7, per consentire qualche ora in più di riposo a qualche stanco lavoratore che già deve sorbirsi il disagio della tenda. Il bello, è che anche il 112 sembra insensibile a questo piccolo disagio (che si aggiunge ad altri e più gravi): ci dicono che non possono fare nulla per un tagliaerba mattutino in una proprietà privata e se vogliamo: “…sporgete denuncia. Vuole?” (è troppo difficile segnalarlo all’azienda?).

Un invito: da domani tutti a tagliare l’erba, con una falciatrice a motore, a fianco dei campi (in proprietà privata!); inizio alle 6 di mattina o qualche minuto prima!

Ah… dimenticavo: alle 07.40 circa la sveglia al campo viene data dalla sirena dell’allarme che scatta tutte le mattine alla ditta Gizzi Costruzioni (a fianco della tendopoli). :-)

La casa

martedì, maggio 26th, 2009

La squadra che ci ha aiutati

Ieri ho accompagnato la mia ragazza a riprendere qualche effetto (ed affetto) personale. La situazione era immutata rispetto alla prima incursione. Abbiamo dato un’occhiata al bagno: il cassettone dell’acqua ha fatto crollare la volta e adesso ci sono solo un cumulo di macerie.

Un sincero GRAZIE ai Vigile del Fuoco che ci hanno accompagnati. Il loro coraggio e la loro disponibilità non potrà mai essere ripagata.

P.S. Non pensavo che in una Smart entrasse così tanta roba.

La tranquillità apparente

mercoledì, maggio 20th, 2009

Sarà mica per ostentare una tranquillità apparente che il sito del INGV non ha pubblicato su internet i terremoti – avvertiti da molti anche fuori L’Aquila – del 19 maggio? Non so; certo non ritengo questo il modo migliore per rassicurare la popolazione. Non scordiamoci che prima del sisma del 6 aprile la protezione civile non ripeteva altro che di stare tranquilli: adesso guarda che tranquillità. Comprendo l’imprevedibilità dei terremoti  ma con un po’ di prudenza o con il semplice silenzio si sarebbe potuta salvare qualche vita in più. Ai posteri l’ardua sentenza.

Pe’ sdrammatizzà!!!

sabato, maggio 16th, 2009

Da www.terranera.net:

Pe fermamme, ju tarramutu, me tà ccjie
Kjù fa ju strunzu , kjù ‘ndsosto
Se solo sapesse come se smorza ji farria vedè.
Tengo solo trovà addò cazzo hanno missu ju bottò
Se me la spalla la casa, la refaccio. Pure senza sordi, co lle sputazze, ma la refaccio
Anzi me ne faccio una bassa e co le tavole cuscì vojo vedè proprio come se mette
Tengo solo la paura che me frega.
Perché non è che se la pija solo co mmi
Se la pija co tutti quji che trova. Piccoli e rossi. Pure co ji vecchi che ggià non ne poteano kjù.
Quji ggià steano stracchi. E non va bbona. No je ne te kjù de tribbolà.
Ha cciso na frega de quatrani che non c’entreano na mazza. Che manco erano aquilani, ma ja ccisi uguale
A che servea tutta ssa carneficina lo sa solo jissu
Po te ta vedè tutta ssa ggente che te guarda e pare che te jice:” ma coma cazzo le sete fatte sse case? Nojiatri le tenemo antisimiche”.
Pure pe tilivisiò te llo icono.
Antisimiche ju cazzu che vve frega!
So kjù de trecento anni che non se sentea manco na scettacata e mo me vengono a ddi che lo sapeano tutti.
Ma che sapeate? Chi ve ll’era ittu? Che teneamo fa?
Ji bunker?
Po me vengono a raccontà che :”Era una scossa di media intensità, 6,3 della scala Richter. Non sarebbero dovute cadere tutte quelle abitazioni! E’ indice di poca attenzione alle regole”.
Ma dico ji:” Ma addò ju teneate ssu’ misuratore de tarramuti, appiccato co ji prusciutti! Ma se ss’è aperta la terra che appocatro se ‘gnotte tutto”
Pe piacere!
Onna l’ha spianata sana sana e Monticchiu, che sta cinquecento metri e che tè le case pure più vecchie sta loco che manco se ne so accorti!
A mi me ss’è aperto ju cascittu deju bagnu addò tengo ji ferri pe tajamme l’ogna e j sso retroati dentro aju lavandino.
E ju cascittu era quiju bassu.
Me ll’ha revodecata tutta la casa.
A cognatemo, che sta a San Demetrio, no ji se so cascate manco le fotografie sopra aju commò e a Villa Sant’Angelo che sta loco attraverso ha fatto ne frega de morti.
E’ come tutte le cose: a chi tanto e a chi gnente
Però è chiara na cosa sola: che non ci capite una beata mazza.
Ssi strumenti che tenete addopreteje pe facci quacche atra cosa,. Atru che “sabbia nelle costruzioni”. Ha fatto na sorte de botta che appocatro se cascano le stelle no de “media intensità”.
L’intensità, a certe parti, ci stea tutta quanta.
Ma se sse so cascati pure gji alberi.
Stu ggiru è toccato a nojatri ma non è che potete sta tanto pricisi manco vojatri.
Allora mò se semo mbarati. Semo diventati tutti “esperti in terremotologia applicata”.
Applicata perché so’ tre mesi che ropp’ju cazzu tutti i jorni e semo fatta pure la classificaziò deju tipu delle scosse.
Atru che Mercalli e Richter!!!!
Mo ve la jico: ju tarramutu se reconosce pe quantu trojajo fa
1. Essiju
2. Bottarella
3. Bella botta
4. Sileppa
5. Slenghera
6. Saraga
7. Petenga
8. °ngulallazia
E quando le sete passate tutte come nojatri ve potete presentà a fa ji esperti

….. media intensità! Ma jeteaffangulo

di Fulvio Vincenzo Giuliani

L’Aquila

giovedì, maggio 7th, 2009

di Nicolino Trivilini

Che brutta sort lu ciel cia mannat,
L’Aquila nghi du minut ha tritat,
chi strill, chi scapp, nge rimast mang na gatt
chies, palazz e purtun,
nzi na salvat manghi un,

nu desert a diventat

e quanta uai te chi sa salvat,
li vecch da lu spidal ha levat
e na criatura dentra a nambulanz a nat,
come li sfullat seme avut a divintà,
e fin a Fossacek sema avuta arrivà
pi truvà tanta sulidarietà,
e mo nza pem coma ricambià,
l’affett nin te stim
e ni zi pagh nghi li quatrin
vita long e serenità, parfà
la città vostr, forte e bell
picche è la città di li 99 cannell.

Fossacesia (CH), 19 aprile 2009